La forza del fare insieme

L’inizio degli anni ‘70 fu segnato dalla crisi energetica e gli effetti, che furono molto negativi per l’economia italiana, furono altrettanto negativi per Cefla. Alla fine del 1975 il fatturato fu inferiore alle previsioni di un pesante 35%. Per la prima volta nella sua storia, escluso l’anno 1945 immediatamente dopo la Seconda Guerra, il bilancio dell’esercizio si chiuse in rosso.

Per fronteggiare la difficile situazione economica, il Consiglio di Amministrazione ritenne necessario stimolare uno scatto di orgoglio da parte dei soci. Già nel 1974 si era provveduto a portare la quota sociale pro capita ad un minimo di Lira 4.000.000. Ora, invece, si incentivava il prestito sociale per ridurre il ricorso al credito bancario su cui gravavano tassi d’interesse attorno al 20%.

Favorita dalla ripresa con un incremento del PIL di 6%, ci fu un’inversione di tendenza nel bilancio già dal 1976. La solidarietà all’interno del Movimento Cooperativo Imolese fu certamente di aiuto. Ricordiamo il supporto solidaristico di altre altre cooperative fra cui la PEMPA, l’AURORA e la SIGI.

Anche l’inizio del 21° secolo è stato segnato da una crisi profonda e globale; forse la crisi più consistente dell’era moderna con ripercussioni che sentiamo ancora oggi. E anche oggi, Cefla è riuscita a superare la crisi contando sulla solidarietà delle proprie persone, la determinazione e la forza del fare insieme. #WeAreCefla

L’opportunità verde di Cefla C-LED a “Connessioni - Futuro Remoto”
Cefla Finishing, innovazione dagli anni '60