Il Gruppo Cefla chiude un altro anno positivo

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Il bilancio consolidato 2019 conferma un ulteriore anno positivo del Gruppo Cefla e le sue 5 Business Unit: i ricavi complessivi hanno superato infatti i 585 milioni di euro (+5 % su anno precedente) realizzati con una quota di export pari al 50%.

Nonostante il rallentamento economico dello scorso anno, Cefla ha proseguito il cammino di sviluppo attraverso una strategia di investimenti volti a rafforzare la competitività sui mercati di riferimento.

L’ EBITDA consolidato ha sfiorato i 51 milioni di euro, al netto di oltre 12 milioni di svalutazioni prudenziali indotte dalla criticità del contesto economico mondiale in cui opera il Gruppo, che comunque ha sostenuto e finanziato importanti investimenti industriali su innovazione di prodotto e di processo in tutte le BU, spesando nel conto economico 2019, oltre 12 milioni di euro per attività di ricerca, sviluppo, miglioramento funzionale ed estetico di prodotto, ampliamento della gamma prodotti, reingegnerizzazione dei processi e progetti per esplorazione e avvio di nuove attività

Anche per il 2019 infatti gli oltre 600 titoli di proprietà intellettuale, brevetti, marchi e disegni hanno ottenuto l’accordo preventivo del Patent Box con l’Agenzia delle Entrate, a riconoscimento del costante impegno in Ricerca e Sviluppo.

Il Presidente Gianmaria Balducci ha personalmente ringraziato gli oltre 2.000 colleghi, soci dipendenti e gruppo manageriale, per il raggiungimento degli obiettivi, che hanno consentito al Gruppo di rafforzare la propria la posizione sui mercati in cui opera dal 1932.

Cefla ha da sempre superato le sfide con la capacità di creare valore nel tempo attraverso diverse competenze, solidità e capacità di innovazione. Per quanto riguarda il 2020, nonostante l’incerto scenario determinato dal Covid-19, il Gruppo Cefla continuerà ad investire in prodotti, tecnologia e servizi per i clienti mantenendo la vicinanza ai mercati per cogliere le future opportunità di ripartenza.

Il nostro messaggio per cogliere le opportunità della ripartenza
Un nuovo scenario per l'odontoiatria